Concausa


British jobs for British workers
31 gennaio 2009, 11:33
Filed under: Europa | Tag: , ,

britishjobs_leaflet-1

Il mercato del lavoro globale non piace più al lavoratore locale.
Repubblica, Il Mattino, La Stampa e altri quotidiani riportano la notizia di scioperi “antitaliani” davanti alle raffinerie britanniche. La notizia rimbalza nelle redazioni europee e El Mundo titola, addirittura, Huelga xenófoba en el Reino Unido.

Qui i lavoratori italiani non solidarizzano con i colleghi inglesi.

Per approfondire la notizia (visto che il problema è, ovviamente, più complesso), vi consigliamo di dare un’occhiata anche ai siti di tv e giornali inglesi partendo dalla della Bbc e dal Guardian. A seguire: Foreign workers row sparks wildcat strikes di lan Jones sull’Independent, Dawn of new age of industrial unrest as wildcat strikes spread across UK, di Francis Elliott, Sam Coates and Fran Yeoman e Total stupidity makes British patience snap, di Janice Turner sul times.com.

La scheda della raffineria della Total.
Il sito del gruppo siciliano Irem.
La scheda della città di Grimsby su wikipedia.
Il sito del sindacato dei costruttori inglesi.

In aggiunta:
da COME FANNO GLI OPERAI
di Loris Campetti
ilmanifesto 31 gennaio 2008
(…) Questa volta l’esercito del lavoro di riserva siamo noi, gli italiani. E il prode presidente della Sicilia, Lombardo, urla non più contro i migranti nordafricani ma contro «la perfida Albione» e a sua volta minaccia: visto «l’odio xenofono contro i siciliani» romperemo le trattative con l’inglese Erg-Shell che dovrebbe realizzare un rigassificatore a Priolo, nella stessa provincia di Siracusa che è la patria della Irem, contestata in Gran Bretagna insieme ai suoi operai «stranieri».
Quando la crisi economica precipita, brucia posti di lavoro e determina l’emergenza sociale, contraddizioni come questa esplodono ovunque, ingigantite dalle politiche statali protezioniste. Ognuno difende i suoi prodotti. E i suoi operai, che per essere più competitivi devono costare di meno, in salari e diritti. Dal nord degli Usa le lavorazioni non si spostano più oltre il muro della vergogna che spacca in due l’America ma nel sud degli States, dove salari e diritti sono competivi con quelli delle maquilladoras messicane. Obama dice che l’acciaio usato nel suo paese dev’essere prodotto nel suo paese. Sarkozy darà i soldi a Peugeot e Renault solo se non delocalizzerano il lavoro all’estero per difendere quello degli operai francesi.
Fa eccezione Berlusconi, che tanto è ottimista.
Qualche crisi fa, quando i giapponesi invasero il mercato Usa dell’auto, fece parlare di sè un concessionario californiano della Gm che aveva messo a disposizione del pubblico una Toyota rossa fiammante e chiedeva 10 dollari per ogni martellata. C’era la fila davanti al suo autosalone.
L’illusione di difendersi contrapponendo tra loro gli stati si traduce a livello sociale in una suicida guerra tra poveri, il conflitto tra capitale e lavoro rischia di precipitare in un conflitto tra lavoratori. L’Europa a 27 si dimostra lontana mille miglia da qualcosa che assomigli a un’entità politica, e ogni paese dà risposte individuali. E i sindacati, rispetto alla globalizzazione capitalistica sono, se non nudi inadeguati. Non è contro i processi di internazionalizzazione che si possono alzare le barricate, ma in difesa – e per l’estensione – dei diritti dei lavoratori, a partire dal diritto al lavoro. E’ facile a dirsi, terribilmente difficile da realizzare. Ma è l’unica strada possibile.

Annunci

Lascia un commento so far
Lascia un commento



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: