Concausa


Non si può piacere a tutti
15 marzo 2009, 19:20
Filed under: Colombia | Tag: , ,

out-of-capt

Ingrid ci rubava il cibo è il titolo dell’articolo di Alessandra Farkas apparso sul Corriere lo scorso 27 febbraio.

“Arrogante, egocentrica, ladra, scriteriata al punto da mettere a repentaglio le loro stesse vite, cercando di convincere i loro aguzzini che erano spie della Cia. E’ spietato il ritratto di Ingrid Betancourt che emerge dal libro Out of Captivity pubblicato ieri in America. Si tratta del volume di memorie edito da HarperCollins dove i tre militari americani detenuti assieme alla Betancourt dalla guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) si confessano. Nell’ autobiografia a tre mani di 457 pagine Keith Stansell, Thomas Howes e Marc Gonsalves ripercorrono i 1.967 giorni da incubo trascorsi nella giungla sudamericana infestata da insetti e parassiti letali, tra torture, marce forzate in catene e continue minacce di morte, fino alla loro miracolosa liberazione, il 2 luglio 2008, cinque anni e mezzo dopo la data del sequestro. Ma le rivelazioni più provocatorie del libro riguardano la 48enne attivista e politica franco-colombiana, rapita un anno prima di loro. «Era lei la padrona del gulag», punta il dito il 44enne Stansell, ex marine. «Ho visto con i miei stessi occhi mentre cercava di impadronirsi del campo con una arroganza fuori controllo. Gli aguzzini – aggiunge – ci trattavano meglio di lei». (…) Comunque sia, il libro ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller. E non solo per le sue dettagliate descrizioni dei metodi definiti «da campo di concentramento» usati dalle Farc. «È un libro insolito», teorizza Keron Fletcher, uno psichiatra inglese esperto in ostaggi. «È molto inconsueto che un ex ostaggio critichi pubblicamente un altro ostaggio con cui ha condiviso un’ esperienza tanto traumatica. Chi sopravvive ad un trauma del genere tende a nascondere le eventuali tensioni della prigionia e fa di tutto per sostenersi a vicenda».”

Book Casts Harsh Light on Ex-Hostage in Colombia, sul New York Times e la notizia anche qui su peacerepoerter.net.

Dalle frequenze della radio svizzera, intanto, il diplomatico Noel Saez, mediatore francese della liberazione della Betancourt, ha dichiarato “Ho rischiato la vita per Ingrid Betancourt. Lei ha fatto il giro del mondo per ringraziare i grandi del pianeta, il papa, il presidente e altri, ma si è dimenticata di qualcuno, dei più piccoli, i più esposti, quelli che si sono assunti i rischi maggiori”. Anche Saez ha appena pubblicato un libro, questo. A quando quello della Betancourt?

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