Concausa


Aminatou cittadina onoraria di Sesto Fiorentino
16 gennaio 2010, 15:01
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Il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha deciso all’unanimità di conferire la cittadinanza onoraria ad Aminatou Haidar, attivista per i diritti umani del popolo Saharawi. (via BeffaTotale)



Aminatou in ospedale
17 dicembre 2009, 12:40
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Spagna, Aminatu Haidar portata d’urgenza in ospedale
(fonte: peacereporter)
Aminatu Haidar, l’attivista del Sahara occidentale in sciopero della fame da oltre un mese nell’aeroporto di Lanzarote (Canarie), è stata ricoverata in ospedale. Ieri le sue condizioni sanitarie avevano subito un brusco peggioramento e nella notte, in seguito a violenti nausee, Aminatu è stata portata d’urgenza in ospedale. Secondo i media spagnoli la donna avrebbe anche vomitato sangue.
Edi Escobar, la portavoce della Haidar, ha fatto sapere che l’attivista saharaui era intenzionata a proseguire il digiuno per cercare di smuovere le autorità marocchine e convincerle ad autorizzare il suo ritorno a casa.

Haidar, ingresada en la UVI de un hospital a petición propia su swissinfo.ch
Western Sahara hunger striker Haidar taken to hospital su news.bbc.co.uk



Con el viento de cara
16 dicembre 2009, 00:41
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Aminatou Haidar, Con el viento de cara.
La storia di Aminatou, del suo impegno politico, delle torture subite dalla sua viva voce.
Nel frattempo è passato un mese da quando ha iniziato lo sciopero della fame.

“Il governo spagnolo ha chiesto al Marocco di consentire il rientro in patria di Aminatu Haidar, 43 anni, in sciopero della fame da un mese. La donna si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, l’ex-colonia spagnola occupata dal Marocco subito dopo la sua indipendenza nel 1975.
L’attivista il 13 novembre scorso era stata respinta dalle autorita’ marocchine all’aeroporto della sua citta’, Laayoune, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti. La donna era stata imbarcata su un aereo per le Canarie. All’aeroporto di Lanzarote ha cominciato uno sciopero della fame, chiedendo di poter rientrare in patria e rifiutando sia l’asilo politico, che la cittadinanza spagnola. Il capo del Fronte Polisario ha chiesto oggi al papa Benedetto XVI di intervenire per mettere fine alla situazione in cui si trova la militante saharawi che opra si trova a Lanzarote, nelle Isole Canarie. Mohamed Abdelaziz ha precisato nel suo messaggio di essere “ricorso all’autorita’ morale di cui gode il Papa presso i cristiani per prendere delle misure urgenti” al fine di risolvere questa “grave situazione”. “Crediamo di aver seguito tutti i canali diplomatici alla luce dello stato di salute della militante saharawi, che vuole ritornare nel suo Paese“, ha aggiunto il segretario generale del movimento indipendentista del Sahara occidentale.” (fonte: RaiNews24)



Saramago insta a la ONU a “imponer sus resoluciones” del Sáhara a Marruecos
1 dicembre 2009, 22:11
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El Premio Nobel de Literatura visita a Aminatou Haidar.
Il testo qui, su El Pais di oggi.



Tieni duro Aminatou!
29 novembre 2009, 16:43
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«Sono con te» Una lettera di Saramago

Cara Aminatou Haidar,
se fossi a Lanzarote sarei al tuo fianco. E non perché tu sia una militante separatista, come ti ha definito l’ambasciatore del Marocco, ma esattamente per il contrario: credo che il pianeta sia di tutti e tutti abbiamo il diritto al nostro spazio per poter vivere in armonia.
Credo che i separatisti sono quelli che separano le persone dalla loro terra, le cacciano, cercano di sradicarle perché, divenendo qualcosa di diverso da quello che sono, gli uni acquisiscano maggior potere e gli altri perdano la loro auto-stima e finiscano per essere inghiottiti dalla sopraffazione.
Il Marocco con il Sahara viola tutte le regole della buona condotta. Disprezzare i sahrawi è la dimostrazione che la carta dei diritti umani non ha valore nella società marocchina, che non protesta per quello che si fa con i suoi vicini; ed è, soprattutto, l’evidenza che il Marocco non rispetta se stesso: chi è sicuro del suo passato non ha bisogno di espropriare chi sta al suo fianco per esprimere una grandezza che mai nessuno gli riconoscerà.
Perché se il potere del Marocco riuscirà a piegare i sahrawi, quel paese, per altri versi ammirevole, avrà ottenuto la più triste delle vittorie, una vittoria senza onore, per nulla luminosa, acquisita sulla vita e sui sogni di tanta gente che voleva vivere in pace nella sua terra e con i suoi vicini per fare del continente, tutti insieme, un luogo più abitabile.
Cara Aminatou Haidar: hai dato un esempio valoroso riconosciuto in tutto il mondo. Non mettere in pericolo la tua vita perché davanti a te hai ancora da combattere molte battaglie, e tu sei necessaria.
Noi, tuoi amici, amici del tuo popolo porteremo il testimone in tutte le sedi necessarie. Al governo di Spagna chiediamo che mostri sensibilità. Con te, con la tua gente. Sappiamo bene che i rapporti internazionali sono molto complicati, ma sono passati molti anni da quando è stasta abolita la schiavitù delle persone e dei popoli. Non si tratta di umanitarismo: le risoluzioni delle Nazioni unite, il diritto internazionale e il senso comune stanno da una parte sola, e questo in Marocco e in Spagna lo sanno.
Lasciamo che Aminatou ritorni a casa con il riconoscimento del suo valore, alla luce del sole, perché sono le persone come lei che danno personalità al nostro tempo, e senza Aminatu tutti saremmo più poveri. Il problema non ce l’ha Aminatou, ce l’ha il Marocco. E può risolverlo, dovrà risolverlo, e non rispetto a una fragile donna ma a tutto un popolo che non si arrende perché non può capire né la irrazionalità né la voracità espansionista, propria di altri tempi e di altri livelli di civilizzazione.
Un abbraccio molto forte, cara Aminatou Haidar.
Josè Saramago

Molti altri video li trovate caricati sul canale del Diario de Lanzarote, qui su youtube.

Take action sul sito di Amnesty Internacional USA, qui per scrivere a Hillary Clinton.



“Nunca pensé que el Gobierno le haría un favor tan sucio a Marruecos”
28 novembre 2009, 12:42
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Tomas Barbulo, giornalista spagnolo che da molti anni segue la questione saharawi, ha intervistato all’aeroporto di Lanzarote Aminetu Haidar, la famosa attivista per i diritti umani che sta proseguendo lo sciopero della fame. L’intervista è qui, sul numero odierno di El Pais.

I libri di Barbulo non sono tradotti in italiano, purtroppo. Se leggete lo spagnolo li potete trovare qui.

Se vi va di rivedere il piccolo video che abbiamo fatto qualche tempo fa grazie alla collaborazione di Aminetu, ve lo linkiamo qui sotto.

Questo qui sotto, invece, è il pezzo di Stefano Liberti pubblicato su il manifesto del 25/11:

La sequestrata dell’isola Lanzarote
L’attivista espulsa dal Marocco e bloccata in Spagna Deportata e trattenuta alle Canarie contro la sua volontà, la Gandhi del Sahara Occidentale è in sciopero della fame da dieci giorni. La sua espulsione si inserisce in un giro di vite di Rabat contro gli attivisti della regione. Altri sette sono in attesa di giudizio nel carcere di Salé. Il re Mohammed VI lo ha detto chiaramente: «Nessuna indulgenza per i traditori dell’integrità nazionale»
Era arrivata venerdì 13 novembre ad Al Aaiun, la capitale amministrativa del Sahara Occidentale, dopo un lungo giro per ritirare premi internazionali a lei assegnati. Sbarcata nella città dove vive, è stata trattenuta all’aeroporto, interrogata, privata del passaporto e poi reimbarcata su un aereo in direzione di Lanzarote, nelle isole Canarie spagnole. Aminatou Haidar, presidente del Collettivo dei difensori sahrawi dei diritti umani (Codesa) e nota come la Gandhi sahrawi, è stata espulsa dal Marocco.
La sua colpa aver dichiarato – come sempre fa quando rientra nella sua città – che il suo paese di residenza è il Sahara occidentale, e non il Marocco, che occupa il territorio dal 1975. A differenza dal passato, questa volta Haidar è stata allontanata e rimandata in Spagna, nonostante fosse priva di passaporto.
A Lanzarote, si è poi consumata la seconda parte della sua odissea, ancora in corso. Malgrado avesse fatto presente di non avere passaporto, Aminatou è stata imbarcata sul volo per le Canarie. Arrivata a Lanzarote, ha tentato di acquistare un biglietto per tornare ad Al Aaioun. Ma le è stato impedito, dal momento che – le ha spiegato la polizia – «non era in possesso di un documento di viaggio internazionale». Da allora Haidar, che accusa la Spagna di connivenza con il Marocco in quella che sembra una vera e propria trappola, è bloccata all’aeroporto di Lanzarote, dove porta avanti uno sciopero della fame, arrivato ieri al decimo giorno.
Aminatou non è nuova a proteste di questo tipo. L’ultimo sciopero della fame lo ha portato avanti «per 50 giorni» nel 2005, mentre scontava una condanna nella famigerata «prigione nera» di Al Aaiun. Questa signora di 42 anni, dal fisico esile ma dall’ostinazione d’acciaio, ha una lunga consuetudine con le carceri marocchine. Già ai tempi bui di Hassan II ha passato quattro anni detenuta senza vedere avvocati né essere sottoposta a processi.
Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui il Premio per i diritti umani della Fondazione Robert Kennedy e quello al Coraggio civile della Fondazione Train, ritirato a New York pochi giorni prima di imbarcarsi nel viaggio che si sarebbe concluso con la sua espulsione.
La mossa del Marocco si inserisce in un giro di vite che sta colpendo negli ultimi mesi gli attivisti sahrawi che vivono nella parte occupata del Sahara occidentale. L’8 ottobre scorso, sette militanti – tra cui il vice-presidente della Codesa Ali Salem Tamek e Brahim Dahane, presidente dell’Associazione sahrawi delle vittime di violazioni dei diritti umani (Asvdh) – sono stati arrestati al loro ritorno da un viaggio negli accampamenti di Tindouf, in Algeria, dove vivono 200mila rifugiati sahrawi. Detenuti nel carcere di Salé, saranno processati a Rabat per attentato alla sicurezza dello stato. Dahane è tra l’altro al centro di uno scontro diplomatico con la Svezia: il 3 novembre scorso, il governo di Stoccolma gli ha assegnato un premio per i diritti umani. Il giorno successivo, Rabat ha preteso l’allontanamento del numero due dell’ambasciata svedese.
Pochi giorni dopo il re Mohammed VI ha pronunciato un discorso in cui fustigava i «traditori dell’integrità nazionale», suggellando la «nuova linea» nei confronti degli attivisti sahrawi. Ma la cosa che più colpisce è il ruolo della Spagna. Nella vicenda di Aminatou, il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos ha detto che è pronto a darle lo status di rifugiata e ad accoglierla, facendo di fatto il gioco del Marocco, che si libererebbe così di una spina nel fianco. Ma lei non vuole vivere in Spagna. Vuole tornare nel suo paese e continuare a lottare per la causa a cui ha dedicato la vita intera.



Aminatou Haidar, sciopero della fame
17 novembre 2009, 22:53
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Dal sito dell’Osservatorio dei Diritti (Ossin): “notizie allarmanti provengono dal Sahara Occidentale, dove le autorità marocchine che occupano il territorio hanno fermato, il 13 novembre 2009, Aminatou Haidar all’aeroporto di Layoune, al suo rientro dalla Spagna.
Aminatou Haidar è leader riconosciuta della pacifica intifada saharawi e, come tale, è stata insignita di numerosi premi internazionali, l’ultimo dei quali, nel 2009, è stato il premio Robert Kennedy.
Aminattou è anche cittadina onoraria di Napoli.
Al suo rientro in patria, intorno alle ore 12,38, Aminatou ha informato telefonicamente i suoi compagni di essere stata fermata dalla polizia marocchina all’aeroporto di Laayoune.
Dopo essere stata trattenuta circa 22 ore, Aminatou è stata, il 14 novembre intorno a mezzogiorno, espulsa dal suo paese, il Sahara Occidentale, e rispedita alle isole Canarie. Ci informano che le autorità marocchine hanno tentato di ottenere, anche attraverso pressioni sui suoi familiari, che Aminatou riconoscesse la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale e riempisse la carta di viaggio riservata ai cittadini marocchini.
Al suo rifiuto, il grottesco provvedimento di espulsione.
Attualmente Aminattou è all’aeroporto di Las Palmas, nelle isole Canarie, ed ha cominciato uno sciopero della fame, chiedendo di poter rientrare nel suo paese.”

Per seguire l’evolversi della situazione vi consigliamo di visitare il blog saharaoccidental.blogspot.com.