Concausa


Alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera
20 febbraio 2010, 13:13
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Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
l’apparenza non deve ostacolare, né l’ambito mutato confonderti il cervello.
Vasto è il Tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura.
Il corpo, lento, freddo, vecchio – cenere e brace dei fuochi d’un tempo,
la luce velata degli occhi tornerà a splendere al momento giusto;
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
con l’erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

Walt Whitman, Continuità in “Foglie d’erba



¿Y ahora dónde estás, Federico?
20 dicembre 2009, 16:35
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Mentre si cercano (e non si trovano) i resti mortali di Federico Garcia Lorca, Radio Tre manda in onda una bella trasmissione di Marina Cepeda Fuentes per la regia di Diego Marras dal titolo “Le donne di Garcia Lorca“: “Le donne sono le protagoniste indiscusse del teatro lorchiano: da “Mariana Pineda” a Yerma, da “Nozze di sangue” alla “Casa di Bernarda Alba”, dove gli uomini appaiono soltanto nei ricordi o nei soffocati desideri d’amore delle cinque figlie.
Ma si parlerà anche delle figure femminili di alcuni poemi contenuti ad esempio nel “Romancero gitano”, come “Soledad Montoya” o la “Sposa infedele” o la gitana Carmen che danza per le strade di Siviglia con movenze talmente sconvenienti per la morale dell’epoca da dover far consigliare alle altre ragazze di “tirare le tende!”.
Sono in genere personaggi femminili che aspirano all’amore e alla libertà e lottano e si ribellano contro le ipocrisie della vita; e molte di loro scelgono in alternativa allo squallore e alla miseria, la disperazione e la morte.
Le donne che descrive Federico Garcìa Lorca sono legate all’universo della realtà: sono autentici simboli dei timori, dei dubbi, delle ansie, dei sogni di tante donne nel mondo.”

Qui potete trovare e scaricare gli mp3 delle puntate.

Lo stagno dell’aria
sotto il ramo dell’eco.
Lo stagno dell’acqua
sotto fronde di stelle.
Lo stagno della tua bocca
sotto una pioggia di baci.

Variazione – FGL



Per le vie anguste della grazia
2 novembre 2009, 00:30
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GiulianoGrittini

Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi
e mette assieme tutti i suoi giorni
in una mano tesa per donare,
in una mano che assolve
perché vede il cuore di Dio.
Ma la città è triste
perché nessuno pensa
che i fiori del Poeta
sbocciano per vivere molto a lungo
per le vie anguste della grazia.

Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio



Wartezimmer
21 agosto 2009, 12:03
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attesa

“Restando fedele
a ciò che mi è caro e che è la cosa più importante,
impedendo in tal maniera che si cancelli con gli anni,
sentirò poi forse
del tutto inatteso
il brivido della durata
e ogni volta per gesti di poco conto
nel chiudere con cautela la porta,
nello sbucciare con cura una mela,
nel varcare con attenzione la soglia,
nel chinarmi a raccogliere un filo…”

Peter Handke, Canto alla durata, Einaudi.



Dov’ è che corre? Non sarà stanca?
26 giugno 2009, 22:30
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wislawa-szymborska

Ritratto di donna
Wislawa Szymborska

Deve essere a scelta
cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, come l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un’ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vita, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio, lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dov’ è che corre? Non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è interstardita.
Nel bene, e nel male, e per l’amor del cielo!

——————-
Wisława Szymborska
Vista con granello di sabbia
Biblioteca Adelphi, a cura di Pietro Marchesani
1998 , 10ª ediz. , pp. 239, euro 20,00



Petrolio e poesia. Patteggiamenti e diritti.
9 giugno 2009, 14:24
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ken_saro_wiwa

Poeta ambientalista ucciso
Shell evita il processo con un assegno da 15 milioni

dal Corriere della Sera di oggi.

“Quattordici anni dopo la morte dello scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa, il colosso petrolifero anglo-olandese Shell ha accettato di pagare 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro) per evitare di comparire in un imbarazzante e clamoroso processo. La compagnia petrolifera era perseguita dal 1995 per complicità con l’ex regime militare nigeriano per quel che riguarda l’esecuzione di sei civili, che si opponevano ai suoi metodi di estrazione del petrolio. Tra le vittime appunto lo scrittore, poeta e attivista ambientalista Ken Saro-Wiva.” (qui il resto)

La Nigeria, Ken Saro-Wiwa e gli Ogoni su Wikipedia; il suo “re-burial” in un video della Bbc e Remember Ken Saro-Wiwa, il sito ufficiale.

La vera prigione (K. Saro-Wiwa)

Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
E’ il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
E’ questo
E’ questo
E’ questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.

Se volete saperne un po’ di più sulla questione vi invitiamo a rivedere la puntata di Report del 7 Giugno. Postiamo la prima parte, il resto lo trovate on line.

Segnaliamo anche i commenti su alcuni blog dall’Abruzzo dove, visti gli ultimi risultati elettorali, riprendono a “scaldarsi le trivelle”: Abruzzo No Triv, Nuovo senso civico e No all’Abruzzo petrolizzato dalla California.



“El dolor se dice callando”, addio a Mario Benedetti
18 maggio 2009, 16:56
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Mario Benedetti 2

“Soy enemigo de la inflación para hablar y me parece que el dolor se dice callando”, ha dichiarato Edoardo Galeano a El Pais, quotidiano di Montevideo.
Tristeza y silencio. Adìos Mario.