Concausa


Missione Reporter

Cuore di Tenebra oltre la storia – Missione Reporter
Un programma di Antonella Ferrera, a cura di Diana Vinci, musiche originali di Alessandro Molinari, regia di Manuel de Lucia.

“Sono trascorsi diversi giorni, ma l’immagine di Fabio Polenghi colpito a morte a Bangkok durante l’assalto finale delle camicie rosse, fa ancora male agli occhi. Ormai fotografi, reporter, giornalisti, sono sempre più vicini al pericolo e quelli rimasti vittime in zone di conflitto, compongono ormai un lungo elenco. Tra questi ci piace ricordarne uno che faceva lo stesso mestiere di Fabio Polenghi, ed era Raffaelo Ciriello, freddato a Ramallah nel marzo del 2002. Con lui c’era Amedeo Ricucci, inviato del Tg1, di cui proponiamo la testimonianza raccolta da Antonella Ferrera.”

Cliccare qui per scaricare il podcast della trasmissione.
Il libro di Daniele BiacchessiPassione Reporter” e la presentazione del libro a cura di Alberto Negri.

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…. sigo siendo un ilegal
9 maggio 2010, 23:25
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“De que me sirve el dinero,
si estoy como prisionero…”

Julieta Venegas. Homenaje a Los Tigres Del Norte.



25 Aprile, la storia del nostro domani
25 aprile 2010, 00:47
Filed under: Cinema/Video, Cose italiane | Tag: , , ,

« Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. »

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947.

Il film, qui sopra, è “I piccoli maestri” per la regia di Daniele Luchetti. Ma il libro da cui è tratto è di Luigi Meneghello.



Slaughterhouse
24 aprile 2010, 11:45
Filed under: Fotografia | Tag: , , ,

Il mattatoio di Tommaso Ausili. «Nel 2000 lavoravo in uno studio legale…»



Sapevano.
23 aprile 2010, 23:18
Filed under: Cose italiane | Tag: , ,

E’ uscito per i tipi di Aliberti PIAZZA FONTANA, NOI SAPEVAMO di Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato.

Il generale Gian Adelio Maletti adesso parla.

“L’esplosivo di piazza Fontana si trovava in un arsenale di Venezia e proveniva dalla Germania. A quarant’anni dalla strage, emerge la più inquietante delle verità. A raccontarla è l’ex capo del controspionaggio del Sid, Gian Adelio Maletti, intervistato nel novembre 2009 dai giornalisti Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato nel suo rifugio dorato in Sudafrica, dove è scappato trent’anni fa per sfuggire all’arresto.

Il generale per la prima volta apre i suoi archivi, allungando un’ombra inquietante sulla matrice americana della strage e facendo importanti rivelazioni sull’esplosivo usato a piazza Fontana, sul percorso delle bombe e sul commando («Io so i loro nomi»), composto da elementi legati all’eversione nera veneta.
Gli autori dell’intervista sono riusciti a individuare uno di loro, cosa che né la magistratura né la stampa erano mai state in grado di fare.

Maletti riferisce di un coinvolgimento americano anche nel golpe Borghese e nella strage di piazza della Loggia, che sarebbe stata eseguita da neofascisti «della stessa covata di piazza Fontana».

Tra coloro che sapevano di questa strategia, figurano i nomi di Giulio Andreotti e del presidente Saragat, insieme ad altri personaggi minori: uno di questi, assicura Maletti, era ministro nel penultimo governo Berlusconi.

Il generale si sofferma inoltre su molti dei cosiddetti “grandi misteri d’Italia”, dal caso Pecorelli all’omicidio Calabresi. Le sue precise ammissioni circa le dinamiche di alcuni episodi chiave della strategia della tensione e le rivelazioni sul Sid, sull’Ufficio affari riservati e sull’esercito italiano aprono nuovi inquietanti scenari sul lato oscuro dello Stato.”



Ashes to Ashes
16 aprile 2010, 21:51
Filed under: Fotografia | Tag: ,

© Brynjar Gaudi/AP

Brynjar Gaudi lavora per l’Associated Press.



Gian Maria Volontè. E basta.
9 aprile 2010, 07:00
Filed under: Cinema/Video | Tag: ,

“Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita”.
Gian Maria Volontè
1984; citato in Un attore contro. Gian Maria Volonté. I film e le testimonianze., a cura di Franco Montini e Piero Spila, ed. BURsenzafiltro)