Concausa


Diritti delle donne e religione. In Turchia.
29 dicembre 2008, 16:22
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Ragazze disperate tornano vergini
È boom in Turchia
di TIZIANA PREZZO

La sensazione che ho io è che, soprattutto qui a Istanbul, molte trentenni ricorrano all’imenoplasia come le quarantenni al primo lifting». Il commento di Neslihan, un’avvocatessa di 33 anni, spezza ancora una volta il silenzio nel soggiorno dove, insieme ad altre due amiche, sta guardando il dvd di «Caramel», delizioso film libanese tutto al femminile. Tra un bicchiere di tè e un boccone di borek la pellicola è giunta al punto in cui una delle protagoniste decide di «tornare vergine» all’insaputa del futuro sposo. Nel gioco di analisi delle somiglianze e differenze tra il mondo femminile turco e quello arabo, il tema della verginità anima il dibattito, in quanto questione delicata e al tempo stesso ricca di sfaccettature. «Una cosa è chiara: l’Islam c’entra poco. Quello che ci frega veramente è che apparteniamo a una società maschilista, che condiziona psicologicamente anche le più laiche tra di noi», aggiunge Ozge, 26 anni, insegnante. In Turchia è indubbio che la maggior parte delle ragazze che si sottopongono a questa operazione lo fa perché sente di non avere scelta: ha il terrore di essere lasciata dal marito dopo la prima notte di nozze. Specie nell’Est del Paese, dove la perdita della purezza da parte di una ragazza non sposata equivale alla perdita del «Namus», l’onore, per tutta la sua famiglia. Le pagine dei giornali turchi raccontano spesso il dramma di ragazze ripudiate o ammazzate dai familiari perché sospettate di non essere più illibate, di studentesse allontanate dalla scuola perché vittime di un pettegolezzo, costrette all’umiliazione di un test della verginità imposto da un padre-padrone. Secondo una recente ricerca, negli ultimi cinque anni ci sono stati mille delitti d’onore.

L’articolo completo qui, su lastampa.it.

Il trailer del film Caramel da MOVIEPREVIEWSGALORE.

L’intervista di Francesco Gatti, RaiNews24, all’attrice e regista Nadine Labaki.



Diritti delle donne e religione. In Marocco.
29 dicembre 2008, 15:56
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Les Oulémas mettent en garde les féministes
18/12/2008 11:53:57 – APANEWS

Le Conseil supérieur des oulémas (docteurs de loi islamique) du Maroc est sorti de son mutisme après la levée, le 10 décembre, des réserves sur la Convention internationale sur l’élimination de toutes les formes de discrimination à l’égard de la femme (CEDEF), en affirmant que l’attachement aux constantes religieuses du pays ne peut être remis en question.
Les constantes religieuses et les préceptes de la loi canonique (« Charia ») ne peuvent faire l’objet d’aucune jurisprudence, a martelé, dans un retentissant communiqué, la plus haute autorité religieuse au Maroc, en réaction à des déclarations de mouvements féministes revendiquant la révision de la loi sur l’héritage, selon des dispositions «positivistes ».

L’articolo completo lo trovate qui, sull’edizione on line di jeuneafrique.

Se ne parla anche sul blog di Paolo, gestore del Riad Amazighen a Marrakech.