Concausa


Sapevano.
23 aprile 2010, 23:18
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E’ uscito per i tipi di Aliberti PIAZZA FONTANA, NOI SAPEVAMO di Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato.

Il generale Gian Adelio Maletti adesso parla.

“L’esplosivo di piazza Fontana si trovava in un arsenale di Venezia e proveniva dalla Germania. A quarant’anni dalla strage, emerge la più inquietante delle verità. A raccontarla è l’ex capo del controspionaggio del Sid, Gian Adelio Maletti, intervistato nel novembre 2009 dai giornalisti Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato nel suo rifugio dorato in Sudafrica, dove è scappato trent’anni fa per sfuggire all’arresto.

Il generale per la prima volta apre i suoi archivi, allungando un’ombra inquietante sulla matrice americana della strage e facendo importanti rivelazioni sull’esplosivo usato a piazza Fontana, sul percorso delle bombe e sul commando («Io so i loro nomi»), composto da elementi legati all’eversione nera veneta.
Gli autori dell’intervista sono riusciti a individuare uno di loro, cosa che né la magistratura né la stampa erano mai state in grado di fare.

Maletti riferisce di un coinvolgimento americano anche nel golpe Borghese e nella strage di piazza della Loggia, che sarebbe stata eseguita da neofascisti «della stessa covata di piazza Fontana».

Tra coloro che sapevano di questa strategia, figurano i nomi di Giulio Andreotti e del presidente Saragat, insieme ad altri personaggi minori: uno di questi, assicura Maletti, era ministro nel penultimo governo Berlusconi.

Il generale si sofferma inoltre su molti dei cosiddetti “grandi misteri d’Italia”, dal caso Pecorelli all’omicidio Calabresi. Le sue precise ammissioni circa le dinamiche di alcuni episodi chiave della strategia della tensione e le rivelazioni sul Sid, sull’Ufficio affari riservati e sull’esercito italiano aprono nuovi inquietanti scenari sul lato oscuro dello Stato.”

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16.37
12 dicembre 2009, 17:49
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Ogni tanto succede
d’attraversare Piazza Fontana.
Come parecchie piazze di Milano
anche Piazza Fontana
con le sue quattro piante stente
e il suo perimetro sfuggente
come se ormai nessuna geometria
fosse non dico praticabile
ma neanche concepibile
più che una piazza vera e propria
è il rimpianto o il rimorso d’una piazza
o forse addirittura (e non per tutti
ma solo per chi da tempo coltiva
più pensieri di morte che di vita)
nient’altro che il suo nome.

Giovanni Raboni



1969, quarant’anni.
8 dicembre 2009, 16:01
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Vi segnaliamo la lettura di “Alberto Muraro, la vittima “preventiva” di piazza Fontana” qui sul blog di Antonella Beccaria. Questo articolo lo potete trovare anche sul numero di dicembre 2009 del mensile La voce delle voci.

Antonella Beccaria ha scritto con Simona Mammano per Nuovi Equilibri/ Stampa Alternativa Attentato imminente. Pasquale Juliano, il poliziotto che nel 1969 tentò di bloccare la cellula neofascista veneta“.

L’elenco “Vittime degli anni di piombo e della strategia della tensione nel 1969”, qui su wikipedia.