Concausa


Televisione e diritti dei lavoratori
19 aprile 2009, 13:56
Filed under: Cinema/Video, Cose italiane | Tag: , , ,

bnc-bnc

Lavorare nel broadcast in Italia non è per niente semplice.
Chi ha avuto esperienze lavorative in altri paesi europei, dove regole chiare garantiscono diritti e professionalità, sa bene quanto sia lontana la nostra realtà. Un’inchiesta dell’associazione Senza Soste e la lettera di Antonio Farina a Broadcast e Production hanno dato visibilità a un dibattito che covava da anni.
L’organizzazione dei lavoratori del settore passa anche attraverso Facebook. Qui il gruppo Operatori tv, Fonici, Assistenti, Montatori (LB) ha chiamato a raccolta i colleghi e pubblicato il testo della piattaforma provvisoria per l’assemblea del 4 Maggio a Roma.

Cristina Beca Fatigo e Ulisse Ognistrada scrivono su Senza Soste che “i tecnici non hanno nessun tipo di tutela, il loro “prezzo” lo fa il datore di lavoro, poco importa la professionalità, il fatto di utilizzare attrezzature da milioni di Euro, tantomeno il fatto di lavorare lontano da casa e ben oltre le 8 ore di giornata lavorativa.
Le tutele minime, che i lavoratori di tutti i settori hanno conquistato, non riguardano assolutamente i tecnici del settore televisivo.
Almeno non li riguardavano fino ad oggi, quando facebook li ha messi tutti in contatto, per categoria, li ha fatti parlare, c’è stata una presa di coscienza e di condivisione comune fino ad oggi relegata a discussioni e sfoghi personali, è stato redatto un comunicato, è stata indetta una giornata di discussione collettiva, una assemblea nazionale ed è stata data una data indicativa, ancora da confermare: il 4 Maggio.
Sono oltre 1000 i professionisti del settore produzioni audiovisive, molti sono liberi professionisti, non per scelta, ma per necessità, tutti lamentano lo smarrimento dei requisiti minimi di rispetto della dignità del lavoro, come il riconoscimento del lavoro straordinario, notturno, festivo, il diritto al riposo; lamentano la riduzione a soglie ridicole delle diarie, dei rimborsi spesa per l’uso dei mezzi privati, delle indennità di trasferta.
Tutti diritti “minimi” già conquistati da quasi tutti gli altri settori lavorativi e che dovrebbero essere la base per ulteriori richieste.
Purtroppo la situazione lavorativa di molti tecnici degenera in inquadramenti al limite della legalità, con buste paga artefatte e strumenti contabili creativi, da parte dei datori di lavoro, per ridurre al minimo i costi dei contributi.
La consapevolezza che una migliore condizione del lavoro, contribuirebbe a migliorare la qualità dei servizi offerti, oggi giocati al ribasso da personaggi improvvisati o giovani apprendisti senza esperienza che si offrono per cifre al di sotto del mercato professionale, ma soprattutto segnerebbe una dignità professionale ai veri artefici di quegli spettacoli che riempiono tg e carta stampata, perchè sono questi lavoratori nell’ombra e spesso nello sfruttamento che permettono di tenerci informati (con tutti i problemi che sappiamo), di vedere una partita o uno spettacolo e spesso sono i primi critici verso un sistema televisivo troppo spesso votato alla spettacolarizzazione del dolore”.

Tra meno di mezz’ora iniziano le partite.
In Germania la serie B è già da un’ora che gioca.

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Sotto tiro

MORTO CAMERAMAN FERITO IN UN BOMBARDAMENTO NELLA STRISCIA DI GAZA
fonte: isfreedom.org
09.01.09 – Bacel Feradj, cameraman della televisione di stato algerina ENTV è morto in un ospedale de Il Cairo, dove era stato trasferito dopo essere stato ferito durante un bombardamento nella striscia di Gaza. Bacel è il secondo operatore dei media morto nel recente conflitto. Prima di lui, Hamza Shahin, fotoreporter per la Shehab News Agency, era morto il 26 dicembre scorso per le ferite riportate dopo un attacco aereo israeliano del 7 dicembre.

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Almeno 60 giornalisti e un producer sono rimasti uccisi nel 2008 nello svolgimento della loro professione. 673 sono stati quelli arrestati, insieme a 59 blogger. 29 rapiti e 929 attaccati fisicamente o minacciati.
Reporter senza frontiere, ha pubblicato il report annuale.

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La notizia ci riporta indietro al 2002, quando Raffaele Ciriello veniva ucciso a Ramallah. Francesco Battistini, nell’agosto 2004 pubblica “Una tribù nomade a caccia di scoop”: “Raffaele Ciriello, il fotoreporter ammazzato a Ramallah, spariva coi pastori sulle montagne dell’Afghanistan e correva dietro ai tanzim dell’intifada ed è morto per aver voluto guardare con l’obbiettivo nella bocca di fuoco d’un tank israeliano.”

“Fotografo italiano ucciso a Ramallah”, da repubblica.it.
“L’ addio di Milano a Raffaele Ciriello, nessuna foto in segno di dolore”, di Gian Guido Vecchi, corriere.it.

Raffaele Ciriello nella scheda di wikipedia.
Il suo sito è ancora attivo. Vi invitiamo a visitarlo.

Qui sotto, via fattoriedisheba, l’ultimo video di Raffaele Ciriello.



Milano 03
5 gennaio 2009, 11:31
Filed under: Cinema/Video, Letteratura, Milano | Tag: , , ,

“Dal portone di casa mia all’edicola, dicevo, ci sono due passaggi zebrati pericolosi. Ogni mattina in piazza c’è l’incidente stradale, due auto ferme muso contro muso, i guidatori in piedi a urlare, se uno non è già morto, e un capannello di gente sul marciapiede che sta a guardare. Intanto sono arrivati gli operai coi picconi e scavano la fossa. Scamiciati, col muso duro e rossiccio, danno di piccone sull’asfalto, e se poi la massicciata è troppo dura, arrivano altri col martello perforatore, ci premono sopra con tutto il corpo e vibrano dai piedi alla testa; vibra anche l’aria attorno a loro.
Aperta la buca, se ne vanno. Il giorno dopo altri operai provvedono a rimettere a posto la terra scavata, che risulta sempre troppa e fa montarozzo, sicché bisogna far venire il rullo compressore a schiacciarla, e poi un’altra macchina a stendere altro asfalto, bitume e ghiaino. Gli scavatori intanto si sono spostati un poco più in là, sempre sul marciapiede, e scavano una fossa nuova, che sarà riempita puntualmente il giorno dopo.
Nessuno ha mai saputo perché facciano queste fosse. Non è che poi ci sotterrino i morti del settimanale incidente d’auto gravissimo, ad ammonimento per gli incauti, e nemmeno vanno a cerca di reliquie, di ruderi, di tartufi, di minerali. Sotto l’asfalto, sotto la massicciata, trovano terra e soltanto terra, da rimettere in sito ogni volta, eppure scavano, e la gente non protesta per l’incomodo, né per il fragore dei martelli vibratili. La gente protesta semmai se nella casa di fronte tengono il grammofono troppo alto e arrivano a cascata le note di Vivaldi.
Per i rumori lavorativi c’è rispetto sommo, invece, e in quel dissennato scavare tutti vedono il segno del progresso. Anche perché non hanno scordato di quando, tre anni or sono, vennero in piazza con le macchine pesanti e aprirono una buca vasta come un cratere, che si riempì subito dell’acqua d’una fogna sfiancata, e ci galleggiavano tavoloni, carriole, gatti morti. Non s’era mai visto nella zona scavo più grande e più drammatico, e tutti stavano a guardare con ammirazione, fino al giorno in cui riempirono il cratere e ci misero sopra, a coperchio, una tettoia di plastica azzurra, tutta a guglie puntute come una pagoda. Che cosa ci sia sotto nessuno l’ha mai capito bene, ma intanto, dicono, ci ha lavorato un branco di gente, e come si sa il lavoro fa circolare la grana, l’operaio spende i dané e se ne avvantaggiano tutti.”

Luciano Bianciardi, La vita agra, Bompiani.

Bianciardi legge Bianciardi.
Via ilcorvojoe.

Dove la vita è agra. Filmato Rai 1962 scritto da Luigi Silori.
Via wopey.



Sandmaennchen, Ost und West
2 gennaio 2009, 14:38
Filed under: Cinema/Video, Europa, Germania | Tag: , ,

Alessandro Alviani, su Il Venerdì di Repubblica di oggi, segnala che il Museum fur Kommunikation di Francoforte celebra i cinquant’anni di Sandmannchen, Sabbiolino, l’uomo della sabbia attraverso una mostra dal titolo Das Sandmännchen ist da!

“La storia inizia nel 1959, quando la DFF (la tv dell’ex Germania dell’Est) scoprì che la SFB (il canale di Berlino Ovest) stava per lanciare una serie ispirata al mito popolare di Sandmannchen, l’Uomo della sabbia, ripreso anche dallo scrittore E.T.A. Hoffmann in un racconto del 1817. Pur di non arrivare secondi, i vertici di DFF crearono in due settimane una propria versione di Sabbiolino (così si traduce in italiano), che debuttò il 22 novembre 1959, otto giorni prima del Sandmannchen occidentale. Da allora, prima di andare a letto, generazioni di bambini, sia della Germania Est che in quella Ovest, hanno atteso che Sandmannchen soffiasse sui loro occhi la sabbia magica per farli sognare.”

dal film Good Bye, Lenin! regia Wolfgang Becker, Germania 2003.
grazie a ZeroRuben.

Sabbiolino su wikipedia.
Sandmaennchen, il sito ufficiale.

Derivazioni italiane qui, sul sito gabodisegni.it



Rituali da New Year’s Eve 01
31 dicembre 2008, 16:17
Filed under: Cinema/Video, Germania | Tag: , ,

The same procedure as last year, Miss Sophie?

“Each country has its New Year’s Eve customs. In Germany, everyone lets off fireworks at midnight willy-nilly, (organised firework displays are reserved for festivals and summer events), molten lead is poured into a bowl of water, and the shape it forms when solidified is interpreted as a sign of what will happen to the pourer in the New Year. Streamers, champagne and rampant snogging are, of course, also part of the celebrations. But ask anyone in Germany and they will confirm that no New Year can be seen in without sitting through 20 minutes of black-and-white television, watching a sketch that everyone knows by heart. This is the phenomenon known as Dinner for One.”

Il resto dell’articolo qui, sul sito della Bbc.
La voce su wikipedia è qui.

Il video, grazie a mjtaljaard.