Concausa


Tieni duro Aminatou!
29 novembre 2009, 16:43
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«Sono con te» Una lettera di Saramago

Cara Aminatou Haidar,
se fossi a Lanzarote sarei al tuo fianco. E non perché tu sia una militante separatista, come ti ha definito l’ambasciatore del Marocco, ma esattamente per il contrario: credo che il pianeta sia di tutti e tutti abbiamo il diritto al nostro spazio per poter vivere in armonia.
Credo che i separatisti sono quelli che separano le persone dalla loro terra, le cacciano, cercano di sradicarle perché, divenendo qualcosa di diverso da quello che sono, gli uni acquisiscano maggior potere e gli altri perdano la loro auto-stima e finiscano per essere inghiottiti dalla sopraffazione.
Il Marocco con il Sahara viola tutte le regole della buona condotta. Disprezzare i sahrawi è la dimostrazione che la carta dei diritti umani non ha valore nella società marocchina, che non protesta per quello che si fa con i suoi vicini; ed è, soprattutto, l’evidenza che il Marocco non rispetta se stesso: chi è sicuro del suo passato non ha bisogno di espropriare chi sta al suo fianco per esprimere una grandezza che mai nessuno gli riconoscerà.
Perché se il potere del Marocco riuscirà a piegare i sahrawi, quel paese, per altri versi ammirevole, avrà ottenuto la più triste delle vittorie, una vittoria senza onore, per nulla luminosa, acquisita sulla vita e sui sogni di tanta gente che voleva vivere in pace nella sua terra e con i suoi vicini per fare del continente, tutti insieme, un luogo più abitabile.
Cara Aminatou Haidar: hai dato un esempio valoroso riconosciuto in tutto il mondo. Non mettere in pericolo la tua vita perché davanti a te hai ancora da combattere molte battaglie, e tu sei necessaria.
Noi, tuoi amici, amici del tuo popolo porteremo il testimone in tutte le sedi necessarie. Al governo di Spagna chiediamo che mostri sensibilità. Con te, con la tua gente. Sappiamo bene che i rapporti internazionali sono molto complicati, ma sono passati molti anni da quando è stasta abolita la schiavitù delle persone e dei popoli. Non si tratta di umanitarismo: le risoluzioni delle Nazioni unite, il diritto internazionale e il senso comune stanno da una parte sola, e questo in Marocco e in Spagna lo sanno.
Lasciamo che Aminatou ritorni a casa con il riconoscimento del suo valore, alla luce del sole, perché sono le persone come lei che danno personalità al nostro tempo, e senza Aminatu tutti saremmo più poveri. Il problema non ce l’ha Aminatou, ce l’ha il Marocco. E può risolverlo, dovrà risolverlo, e non rispetto a una fragile donna ma a tutto un popolo che non si arrende perché non può capire né la irrazionalità né la voracità espansionista, propria di altri tempi e di altri livelli di civilizzazione.
Un abbraccio molto forte, cara Aminatou Haidar.
Josè Saramago

Molti altri video li trovate caricati sul canale del Diario de Lanzarote, qui su youtube.

Take action sul sito di Amnesty Internacional USA, qui per scrivere a Hillary Clinton.



Naama Asfari, oggi il processo
24 agosto 2009, 02:41
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asfari_naama

Naama Asfari, vice presidente del Comité pour le Respect des droits de l’homme au Sahara Occidental (Corelso), militante dei diritti umani e della causa nazionale saharaoui, è stato arrestato il 14 agosto alle 22.00.

E’ attualmente detenuto nella Prigione amministrativa di Tantan ed il processo a suo carico è fissato per il prossimo 24 agosto.
La signora Claude Mangin Asfari, moglie francese di Naama Asfari, ha constatato tracce di violenze sul corpo di suo marito, al quale hanno anche rotto gli occhiali.

Per Naama Asfari, come per molti attivisti in difesa dei diritti umani, non si tratta della prima esperienza di carcerazione. Stavolta il motivo è il possesso di un portachiavi con la bandiera saharawi.
L’Osservatorio Internazionale per i diritti è riuscito, “con mezzi di fortuna” a mettersi in contatto con lui e qui sul sito potete trovare la trascrizione del colloquio. Vedi anche Moroccan authorities detain Sahrawi rights defender, Naama Asfari.



Notizie dal Saharawi
2 aprile 2009, 21:28
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floods0922

Piove ancora una volta nel deserto
Qui, su poemariosaharalibre.blogspot.com, il racconto di Timothy Kustusch.

Boicottare il meeting in Marocco
L’associazione dei familiari dei prigionieri e scomparsi Saharawi (AFAPREDESA) ha lanciato oggi un appello urgente per il boicottaggio del meeting del consiglio internazionale del Social Forum Mondiale, in programma per il maggio prossimo a Rabat, Marocco. Qui l’approfondimento e qui il sito ufficiale dell’associazione.

Nuovi episodi di repressione nel Sahara occupato
Sahara: Manifestación en El Aaiún a favor de la autodeterminación se salda con 30 detenciones; Una marcha en El Aaiún por la autodeterminación del Sáhara se salda con decenas de heridos y detenidos, según una ONG, La razon.es e Las menores saharauis se convierten en objetivo de la “brutalidad policial” marroquí en el Sahara.

Morire di fame
Ibrahim Beriaz, Ablagh Ali Salem, e Abou Hassan Khallihenna, detenuti per reati politici nella prigione di Boulemharez a Marrakech, stanno facendo lo sciopero della fame dal 13 febbraio scorso e le loro condizioni di salute si stanno aggravando di giorno in giorno. Qui l’approfondimento.