Concausa


“Il primo marzo di tutti noi”

Fabrizio Gatti, qui, sul sito ufficiale dell’iniziativa scrive:

“I miei compagni di classe alla scuola materna dicevano che non dovevo parlare con Elio. Eravamo bambini di quattro e cinque anni. Elio aveva un cognome lombardo, era discendente di una famiglia lombarda da generazioni. Ma aveva una colpa per la quale doveva essere escluso dai nostri giochi: Elio abitava con i terroni.
Elio viveva in un caseggiato malmesso affacciato su un cortile polveroso. E i suoi vicini di casa erano famiglie di calabresi, siciliani, campani che si ammassavano nei bilocali senza bagno, una porta e una sola finestra in cambio di un lavoro come manovali, addetti alle pulizie, i più fortunati come operai nell’industria. Era il 1970 e Milano e la sua provincia avevano tre categorie di abitanti. C’erano i lombardi, baluardo dell’operosità e dell’onestà. C’erano i terroni del Nord, veneti e friulani, bravi, eh, onesti pure loro, ma non mancavano le suore e i parroci che mettevano in guardia i teenager del posto, mai fidanzarsi con venete e friulane che, si sa, sono ragazze di facili costumi. Poi c’erano i terroni terroni: quegli incoscienti che fanno figli come conigli, non sanno nemmeno parlare l’italiano, non si lavano, anzi puzzano, Dio santo come si fa a vivere così, tengono le galline in cucina, piangono miseria, affitti la casa a uno di loro e te la ritrovi piena di gente, in Comune hanno sempre la precedenza nelle liste per le case popolari, per i libri a scuola, non hanno voglia di lavorare e lo Stato li premia, sono mafiosi, rubano, violentano le donne, guarda le loro mogli, si vestono di nero e le vecchie sono obbligate a portare il velo, ma come si fa, sono così diversi da noi, mica possiamo accoglierli tutti questi terroni, non siamo razzisti per carità, ma perché non li aiutano a casa loro? Quei discorsi, respirati dai bambini, avevano condannato Elio all’esclusione. Perfino lui che era lombardo.

Ma oggi, quarant’anni dopo, quell’insulto, terrone, è praticamente scomparso. Chi fa più caso all’origine geografica di un cognome o di un nome? È bastata una generazione per cancellare gli effetti di questa segregazione. E grazie a quell’immigrazione interna dal 1970 l’Italia, la sua industria, la sua economia, la sua cultura, hanno potuto crescere. Adesso la sfida è la stessa: costruire una nuova unità, una nuova ricchezza del Paese. La sfida è mettere la generazione dei nostri figli nelle condizioni di considerare normale la differenza di pelle, di nome, di religione, al punto da non considerarla più una differenza. Ci vorrà tempo. Forse, come per il piccolo Elio e per tutti noi ex terroni, ci vorrà un’intera generazione. Ma le fondamenta perché questo avvenga dipendono da quello che noi facciamo oggi.

La segregazione tra italiani e stranieri è ancora feroce, ma il sistema xenofobo che l’ha voluta si avvia alla decomposizione. Non ha futuro. Il sistema di potere che l’ha prodotto è già morto, sta marcendo nel cancro delle tangenti, nelle complicità con la mafia, nella parodia dell’onestà e della buona amministrazione che dal 1994 in poi ha diviso l’Italia e l’ha ridotta al cadavere che è. Il capolinea di tutto questo è il 2013, forse anche prima. Poi ci sarà il vuoto. E tutti noi, cittadini onesti, che non ci riconosciamo nel marciume della corruzione, abbiamo l’obbligo di riempirlo. Anche semplicemente con la nostra presenza, con le nostre piccole azioni quotidiane. Ecco perché le manifestazioni di lunedì primo marzo sono un’occasione importante per esserci, per pretendere un Paese diverso, per rendere possibile una nuova unità nazionale dove la libertà di esistere non dipende dal passaporto del luogo dove ciascuno di noi è nato ma dallo Stato, dalla città, dal quartiere dove ora vive. Esserci è un dovere di solidarietà nei confronti di Ion Cazacu, ingenere e muratore, padre di due bimbe, bruciato vivo dal suo datore di lavoro. È un dovere nei confronti dei braccianti presi a fucilate a Rosarno. Ma è anche l’unico, ultimo mezzo che ci resta per far sapere che in questa Italia in cui la criminalità organizzata siede in Parlamento tutti noi, cittadini onesti, oggi siamo stranieri.”

(Fabrizio Gatti parteciperà alle manifestazioni di Milano)
25 febbraio 2010

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Toscana, una stamperia per i non vedenti
23 febbraio 2010, 12:12
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Il TGT e il servizio sulla Stamperia Braille in occasione dell’open day di ieri.
Lo trovate a questo link.



Giornata nazionale del Braille
21 febbraio 2010, 22:57
Filed under: Eventi e iniziative | Tag: ,

The Braille Project #6 - dall'album di ErreDi (...di ritorno...) su flickr

fonte: novedafirenze

Se l’uomo ha cominciato a scrivere circa 5000 anni fa, ci sono persone che hanno questo privilegio soltanto da due secoli. Sono i non vedenti, che hanno potuto ‘rivedere la luce’ grazie a Louis Braille, l’uomo che ha avuto la geniale intuizione di codificare un metodo di scrittura e lettura per chi non vede.

Anche quest’anno l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze e della Toscana organizza, in collaborazione con la Regione, l’Ufficio scolastico e l’Unità territoriale di coordinamento per il supporto all’integrazione scolastica degli alunni minorati della vista in Toscana (Utc), un evento speciale in occasione della prima Giornata nazionale del Braille.

Lunedì 22 febbraio alla stamperia Braille della Regione Toscana in via Nicolodi 2 si svolgerà un open day dal titolo “Il libro è la vista dei ciechi: fra passato e futuro”. In quell’occasione gli studenti insieme ai loro insegnanti potranno partecipare, dalle 9 alle 15, a visite guidate all’interno della stamperia per conoscere le principali tecnologie per la produzione del libro Braille, dalle macchine meccaniche alle procedure informatizzate, per apprezzare la vastità di volumi a carattere letterario, scientifico e musicale che negli anni sono stati creati per i non vedenti, e soprattutto per toccare con mano quanta importanza abbia la cultura nell’abbattimento delle barriere imposte dalla minorazione visiva.

In occasione della giornata si terrà anche un convegno al quale parteciperanno l’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana Gianni Salvadori, il coordinatore Utc Antonio Quatraro e il presidente regionale Uic Virgilio Moreno Rafanelli.

“Pochi sanno con precisione che cosa sia il Braille – spiega Quatraro -. Ebbene, innanzitutto va detto che è un altro modo di leggere e di scrivere. È un codice formato da soli 64 simboli che è basato su 6 puntini in rilievo, leggibili scorrendo le punte delle dita. Il bello è che può rappresentare qualsiasi alfabeto e anche qualsiasi formula o spartito musicale”.

Louis Braille, l’inventore, lo ha messo a punto nel 1825, all’età di soli 16 anni, dopo che nell’arco dei secoli si erano succeduti numerosi tentativi andati a vuoto.
Un segno Braille assume numerosi significati, a seconda del contesto in cui compare. Ma quando può servire il Braille? “Praticamente in ogni momento della vita privata o professionale – risponde Quatraro -. Serve a chi studia e lavora. Ma anche ad esempio per giocare a carte, riconoscere i medicinali o avvicinarsi ai musei più all’avanguardia sotto il profilo dell’accessibilità”.
Inoltre, per colloquiare comodamente con il computer, è stato inventato anche il display Braille.

Il Braille si comincia ad insegnare dalla scuola materna, con i primi esercizi-gioco. I tempi e i percorsi di apprendimento non differiscono molto da quelli normali, salvo tener presente che la velocità di lettura tattile è inferiore a quella visiva. Un adulto non impiega molto tempo per imparare il Braille, ma ci vuole molta pazienza per fare esercizio.

A Firenze è nata la prima stamperia nazionale Braille, ora gestita dalla Regione Toscana, che vende testi di argomento vario e spartiti musicali.
La Biblioteca italiana “Regina Margherita” di Monza è invece una biblioteca circolante, basata sul prestito a distanza. I libri vengono spediti in franchigia postale e poi restituiti dal lettore. Ma un non vedente può leggere anche attraverso il ‘libro parlato’, ovvero l’audiolibro registrato da voci professionali.

“Il Braille è la prima finestra sul mondo a disposizione di chi non vede – conclude Quatraro –. Purtroppo non si fa il possibile per promuoverne l’insegnamento. La scuola non è ancora preparata ad insegnare il Braille come si deve, gli studi musicali sono praticamente scomparsi per mancanza di personale preparato, e molto ancora c’è da fare per orientare gli amministratori e le famiglie sull’importanza di questo metodo anche per chi ha una risorsa visiva troppo limitata per consentire una lettura accettabile”.



Lungo i sentieri della gente antica
8 dicembre 2009, 16:25
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Vai per Orsigna e sali alle criniere
lungo i sentieri della gente antica
per le pendici, i boschi e le brughiere
dove le genti ci traevan vita.

L’associazione culturale “gli Ortisti” in collaborazione con Il ristorante Molino di Berto organizzano Domenica 13 dicembre 2009 alle ore 10.30 ad Orsigna sulle Montagne Pistoiesi Il Castagno: l’Albero del Pane… dal frutto alla farina. Storia di una pianta e dell’uomo che l’ha coltivata.

Ecco il programma:
– Accoglienza al Molino di Berto. Breve storia dell’Orsigna e illustrazione della castanicoltura (a cura di Alessandro Panzani – Dott. Forestale);
– La filiera della castanicoltura: dalla castagna alla farina; percorso guidato dal seccatoio fino al molino ad acqua per assistere alla macinatura delle castagne (a cura di Alessandro Panzani – Dott. Forestale);
– Pranzo della memoria: piatti locali a base di farina di castagne (presidio Slow Food), erba e mattugi…
– In ascolto davanti al camino: i “racconti della Rita“ paesana dell’Orsigna.

prezzo richiesto 30 euro. In occasione di questo evento, ai non soci “gli Ortisti” verrà omaggiata la tessera valida per l’anno 2009.

Prenotazione entro il 9 dicembre 2009 numero massimo partecipanti: 25
info e prenotazione Stefano (associazione “gli Ortisti”): Cell 328. 08 80 555
Leonardo (ristorante “Molino di Berto”): Tel 0573. 49 01 01

http://www.ortisti.org
gliortisti@yahoo.it
molinodiberto@virgilio.it

Come arrivare all’Orsigna:
IN MACCHINA
Autostada A11 direzione mare – uscita Pistoia – in fondo alla tangenziale si procede in direzione MODENA – ABETONE SS 66. Si lascia la SS 66 in località PONTEPETRI girare a destra in direzione BOLOGNA percorrendo per circa 5 Km la S.R- 632, fino alla frazione di Pracchia, attraversato l’abitato si gira a sinistra imboccando la Val d‘Orsigna segnalata da cartelli turistici.

IN TRENO
Un’interessante alternativa e’ raggiungere Orsigna tramite la linea ferroviaria “Porrettana” che unisce Firenze a Bologna. La stazione da raggiungere e’ Pracchia che dista 5 km dalla piazza del paese di Orsigna. Dalla stazione fino ad Orsigna ci sono servizi di autobus delle linee copit (http://www.copitspa.it/) oppure un servizio di taxi di Francesco Venturi, Tel. 0573.49 02 57.



Differenti punti di vista. Bau bau.

Anniversario

La Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi compie 80 anni. Oggi, Sabato 31 ottobre, la Scuola sarà aperta a tutti per mostrare il percorso di addestramento e affidamento dei cani. Ci saranno dimostrazioni effettuate da alcuni istruttori della Scuola e da addetti della Croce Rossa e della Protezione civile. La sera, al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci cena al buio con posti limitati.

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SCUOLA NAZIONALE CANI GUIDA PER CIECHI
Via dei Ciliegi, 26 50018 Scandicci – Firenze
Tel. 055/4382850 Fax 055/4382851
e-mail: scuola.cani.guida@regione.toscana.it
Il sito e l’articolo Scuola cani guida, impegno lungo una vita. Eventi e visite per conoscere una realtà unica in Italia per i non vedenti pubblicato su La Nazione.



Tessere reti di libertà 3.0

TR09 - locandina

Tessere Reti di Libertà arriva alla sua terza edizione con un programma molto concentrato rispetto agli anni passati, a testimonianza dell’evoluzione di un processo auspicato e voluto: unire mondi di donne tessitrici diversi per progetti e origini in momenti da condividere con la cittadinanza interessata, che ruotino intorno a questo mondo affascinante quale quello della tessitura.
Passando, tra il 2007 e il 2008, attraverso dibattiti, documentari, incontri, cene e scambi, quest’anno veniamo un po’ al nocciolo della questione con laboratori pratici tenuti da maestre tessitrici che a pochi allievi fortunati passeranno un po’ della loro preziosa conoscenza. Il nocciolo della questione perché tessere è fare, intrecciare, mischiare trame, tessuti, colori metaforicamente anche, sì, certo, ma di fatto è praticare un arte in modo meticoloso e attento, perseverando nel portare avanti antiche tradizioni e nuovi stimoli. Per questo abbiamo pensato per l’edizione di quest’anno di concentrare l’esperienza su di un piano meno filosofico e ancora più pratico, con la realizzazione di momenti intensi e concreti.
A questo proposito segue il programma delle iniziative che si svolgeranno nel mese di ottobre e che prevedono un mercatino conclusivo che, come da tradizione, troverà il suo posto nell’ambito della Fierucola dei Pastori che l’associazione Fierucola organizza in Pizza Santissima Annunziata il 6-7 novembre p.v. In quest’occasione verrà esposto quanto realizzato durante i laboratori ma non solo: le maestre tessitrici metteranno in pratica piccole dimostrazioni della loro sapienza regalando a chi passerà di lì, per caso o meno, un istante unico. Sarà presente come sempre la caffetteria Tatawelo con caffè dal Messico e biscotti fatti in casa.

La cooperativa Zenzero, l’associazione Africagriot , l’associazione Tatawelo e la cooperativa Equazione , vi invitano a partecipare all’iniziativa.

Programma di massima dei laboratori

sabato 10 e 17 ottobre
ore 10,00 – 13,00
Laboratorio pratico di tessitura a mano
condotto da Angela Giordano
sede laboratorio: sede dello Sportello EcoEquo
il laboratorio di sei ore complessive, suddiviso in due appuntamenti di tre ore ciascuno, sarà aperto a massimo otto persone.

sabato 17 ottobre
ore 15,00 – 17,00
Tessere sogni e pensieri
a cura di Alessandra L’Abate di Weavers Wheel Network
sede laboratorio: via Lombardia 1/O, Le Piagge , Firenze
numero massimo partecipanti: 10.

sabato 17 ottobre
ore 17,00 – 19,00
Riciclarte, laboratorio sull’arte del riciclo tessile
a cura della cooperativa Equazione
sede laboratorio: via Lombardia 1/O, Le Piagge , Firenze
numero massimo partecipanti: 15.

sabato 24 ottobre
ore 10.00-13.00
Patchwork: un giardino di fiori in tessuto
a cura di Silvana Vannini, maeestra di patchwork
numero massimo partecipanti: 8.
NOTA: ogni partecipante dovrà essere munito di proprie forbici e ditale.

sabato 24 ottobre
ore 15.00-17.00
Costruiamo insieme un presepe di lana
a cura dell’associazione Pantagruel
sede laboratorio: via Lombardia 1/O, Le Piagge , Firenze
numero massimo di partecipanti : 10.

Importante: i laboratori sono GRATUITI ma hanno posti limitati! Affrettatevi a prenotarvi allo 055.587706

Qui di seguito, l’intervento di Alessandra L’Abate durante la prima edizione di Tessere reti di libertà.



Io sono. La memoria che vive
18 settembre 2009, 22:48
Filed under: Eventi e iniziative | Tag: , , , ,

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Io sono. La memoria che vive
Letture e proiezioni sul tema del confronto tra storie della seconda guerra mondiale e quelle dei profughi delle guerre attuali

CESVOT- AUSER – Comune di Bagno a Ripoli – Scuola Media Redi di Bagno a Ripoli Classe III D anno scolastico 2008-2009 – Associazione Archètipo

Testimoni della memoria:
ARSIM BERISHA
GERTA PREZHDA
PETRI PETRAQ
RENZO PETRIOLI
ROMANO PIERATTINI
SILVANO SARTI

Con la collaborazione di:
Adele Battaglia – Saverio Tommasi – Cecilia Trinci

Ingresso libero

Per informazioni
Teatro Comunale di Antella
tel. 055/621894 teatro@archetipoac.it